Lo Psicologo

Tutti noi viviamo la nostra quotidianità immersi in relazioni di varia natura: sentimentali, familiari, sociali, lavorative. All’interno di ogni tipo di relazione viviamo delle emozioni, che a loro volta condizionano i nostri pensieri e comportamenti.

In pratica tutto ciò che viviamo risuona dentro di noi in un determinato modo, e quel modo di sentire condiziona il nostro vivere quotidiano ed i nostri scambi sociali.

Basti pensare a come ci sentiamo felici quando una persona ci fa un complimento, alla gioia per una bella notizia o all’estasi per un amore ricambiato. Al contrario, invece, quando ci sentiamo tristi per un abbandono (essere stati lasciati dal/dalla partner, il lutto di una persona a noi cara, la perdita del lavoro, ecc…), oppure quando siamo arrabbiati con il nostro capo, o quando viviamo costantemente sotto stress per via dei vari impegni quotidiani.

Vivere degli eventi genera naturalmente delle conseguenze e determina in noi delle reazioni emotive sia di tipo somatico (variazioni del ritmo cardiaco o del respiro, pallore, rossore, sudorazione) che di tipo mentale (rabbia, paura, ansia, sconforto, tristezza, gioia, sorpresa).

Secondo le recenti scoperte di neuroscienze tali reazioni modificano continuamente l’attività neuronale all’interno del nostro cervello andando di conseguenza ad influire sui collegamenti cerebrali che interessano tutto il nostro organismo.

Facciamo un po’ di chiarezza in ciò che questo significa per noi:

Vivere in armonia con se stessi e con gli altri, trovare un giusto supporto nei nostri interlocutori, essere creativi e curiosi di tutto quello che ci accade intorno favorisce una rigenerazione neuronale. Al contrario, un’esposizione prolungata a vissuti emozionali negativi genera all’interno di noi stessi uno stress psicologico tale da “impedire” al nostro cervello di lavorare al meglio, e perciò si va incontro ad una sorta di “potatura” dei collegamenti neuronali. Possiamo quindi sentirci ansiosi, abbattuti, in trappola, ma per quanto tremende, queste sensazioni possono essere affrontate e gestite, anche grazie all’operato di uno psicologo.

Tutti noi siamo bravi nel risolvere alcuni tipi di situazioni e per la maggior parte ce la sbrighiamo anche nel risolvere i vari problemi della nostra esistenza. Spesso, infatti riusciamo a venirne a capo grazie a molteplici fattori, quali ad esempio creatività, immaginazione, determinazione, o grazie anche alla nostra rete sociale di amici, familiari o colleghi.

Ciononostante, però, tutti i nostri equilibri possono essere minacciati da alcuni eventi, come ad esempio una separazione, un licenziamento, un litigio, un lutto, da tutta quella serie di eventi stressanti che ne alterano appunto l’equilibrio, e non è sempre facile riuscire a ritrovarlo da soli.

La frustrazione, la malinconia, la rabbia, la paura sono risposte fisiologiche normali che incombono a seguito di alcuni eventi che ne hanno alimentato l’espressione.

Tutti i sistemi che utilizziamo per far fronte agli eventi si sono sviluppati e perfezionati nel corso dei milioni di anni della nostra evoluzione e servono per valutare rapidamente le situazioni che stiamo vivendo.

Non ci sono emozioni giuste o emozioni sbagliate. Esistono le emozioni con tutte le loro sfaccettature.

Succede però che a fronte di alcuni eventi i nostri sistemi emotivi non ci permettono di analizzare lucidamente le cose, ci confondono e limitano, quindi ci portano a non star bene con noi stessi.

Questo accade non perché siamo “deboli” o “fragili” ma proprio in virtù del fatto che la nostra mente ed il nostro corpo sono immersi in molteplici situazioni che vanno al di fuori del nostro controllo. Al contrario, è indice di maturità renderci conto di voler lavorare su noi stessi, segnala consapevolezza di sé e desiderio di migliorarci e di star meglio.

Lo Psicologo, al di là dell’opinione popolare che lo vede come una figura a cui rivolgersi solo quando si è “matti”, “diversi”, “deboli”, è un professionista incaricato nel migliorare la qualità di vita di tutte le persone che richiedono tale tipo di supporto.

Uno psicologo può facilitare una riflessione sulla natura emotiva degli stati che viviamo e può, collaborando attivamente con la persona e nel rispetto di essa, modularli in senso più funzionale attraverso processi che accrescono la visione che la persona ha di sé.

Lo Psicologo grazie al percorso formativo e agli strumenti propri della sua professione quali colloqui, test, questionari, interviste, atteggiamento empatico ed imparziale e la partecipazione al vissuto emotivo, offre il proprio supporto nel comprendere ed utilizzare le risorse di ogni persona per far fronte e migliorare la qualità di vita della persona o delle persone che ha di fronte.

Richiedere un supporto psicologico non è sintomo di “debolezza” o “fragilità”, ma al contrario è un atto di coraggio e responsabilità per noi stessi e per le persone che abbiamo intorno.


In sintesi, non dobbiamo colpevolizzarci se a volte siamo abbiamo momenti o periodi di fragilità, ma è essenziale ricordare che questi non possono definirci e che possiamo uscirne anche con l’aiuto di uno psicologo, sfruttandoli come momenti di crescita personale e di messa in gioco.

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