Ansia e Attacchi di Panico

E’ facile considerare l’ansia una barriera insormontabile, ma se fosse in realtà uno strumento utile da imparare a gestire?

L’ansia è un’emozione presente nella vita di tutti noi. E’ una risposta innata del nostro organismo perfettamente normale ed attiva tutta una serie di processi cognitivi, comportamentali e fisiologici che sono essenziali per la nostra sopravvivenza. Queste reazioni insorgono quando noi percepiamo uno stimolo che reputiamo minaccioso per la nostra integrità fisica e mentale.

L’ansia, quindi, è strettamente legata all’emozione della paura.

E’ importante però specificare che sia l’ansia che la paura sono risposte adattive messe in moto dal nostro organismo per aiutarci ad affrontare al meglio gli eventi della nostra vita quotidiana.

La paura infatti è essenziale per la nostra sopravvivenza. Ci permette di valutare le conseguenze delle minacce ambientali e di provare a evitarle, circoscriverle e in alcuni casi dominarle.

Per esempio una reazione ansiosa, come può essere quella di studiare intensamente prima di un esame va a nostro vantaggio. Al contrario, un’ansia generalizzata e ingestibile può arrivare ad impedirci di presentarci a esami o a colloqui di lavoro, danneggiandoci.

Come evidenziato da studi di neuroscienze, infatti, un moderato stato d’ansia può avere riscontri vantaggiosi nella nostra vita (Yerkes, Dodson, 1908).

Non sempre però le cose vanno per il meglio ed in alcune circostanze l’ansia diventa talmente debilitante da prendere il sopravvento nella nostra vita.

Come infatti è riportato nell’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM 5) i disturbi d’ansia racchiudono tutti quei comportamenti contraddistinti da un’eccessiva paura e ansia che condizionano in maniera negativa la vita quotidiana delle persone.

Il DSM 5 distingue inoltre le due reazioni emotive, specificando che:

  • la paura è una risposta emotiva e si verifica quando una minaccia è presente o imminente.
  • l’ansia è una risposta emotiva determinata da una preoccupazione per qualcosa che non è presente e che può non verificarsi mai.

Le persone che soffrono di disturbi d’ansia solitamente tendono a sovrastimare il pericolo scatenato dalle situazioni che essi stessi temono e/o evitano.

Come evidenziato da recenti studi le reazioni ansiose sono spesso accompagnate da vari sintomi somatici, comportamentali e/o cognitivi.

Sintomi somatici: dolore al torace, tachicardia, aumento della sudorazione e della frequenza cardiaca.
Sintomi comportamentali: mordersi le unghie della mani, agitazione motoria.
Sintomi cognitivi: pensieri negativi, mancanza di attenzione.

QUALI SONO I DISTURBI D’ANSIA

Il DSM 5 suddivide i disturbi d’ansia tenendo in particolare considerazione la natura degli oggetti e/o eventi di vita che scatenano l’eccessiva paura, ansia, evitamento ed i relativi pensieri disfunzionali.

Troviamo quindi:

  • Disturbo d’ansia da separazione
  • Mutismo selettivo
  • Fobia Specifica
  • Disturbo d’ansia sociale
  • Disturbo di panico
  • Agorafobia
  • Disturbo d’ansia generalizzato
  • Disturbo d’ansia indotto da una condizione medica
  • Altro disturbo d’ansia specifico
  • Disturbo d’ansia non altrimenti specificato

CURA E TRATTAMENTO DEI DISTURBI D’ANSIA

Le scoperte nel campo delle neuroscienze hanno messo in luce i meccanismi corporei e mentali che sottostanno ai disturbi ansiosi. Grazie a queste conoscenze, perciò, è possibile costruire una modalità terapeutica incentrata alla diminuzione della sintomatologia ansiosa ed alla sua frequenza.

L’approccio che utilizzo fa riferimento alla Psicoterapia Ipnotica Ericksoniana grazie alla quale è possibile lavorare sia sull’aspetto corporeo che su quello mentale.

Nell’opinione comune la parola ipnosi evoca immagini che rimandano a varie idee, quali: “e se poi quando chiudo gli occhi chiusi faccio o dico qualcosa che non vorrei fare/dire?”, “l’ipnosi è pericolosa?”, “dirò tutti i miei segreti?”, “perderò conoscenza?” oppure “tu che fai ipnosi mi leggi nella mente?”.

Molti di questi interrogativi fanno riferimento a scene che una persona può aver visto in televisione o che può aver letto in qualche romanzo.

L’ipnosi è un’esperienza normale e con la quale conviviamo tutti i giorni. Spesso ci capita di essere talmente assorti e concentrati nel fare una cosa che ignoriamo tutto quello che ci circonda, perdiamo la concezione del tempo. Per esempio quando ascoltiamo un brano musicale, o quando camminiamo e pensiamo a ciò che abbiamo fatto o che ancora dovremmo fare e non pensiamo alla strada che stiamo percorrendo perché tanto andiamo in automatico. Questi esempi possono dare un idea di quello che si prova quando siamo “ipnotizzati”.

Tornando alla modalità terapeutica dei disturbi d’ansia, l’approccio ipnotico ericksoniano prevede numerose modalità d’intervento mirate e specifiche per le storie di ciascuna persona. La psicoterapia in questione tiene in considerazione perciò tutta la realtà della persona con l’obiettivo di lavorare con le risorse presenti di ciascuno di essi e di lavorare sulla dinamica emotiva in tempi brevi.

Attraverso l’ipnosi è possibile lavorare sullo stato di tensione, paura e agitazione che caratterizza lo stato ansioso andando ad aumentare le sensazioni di rilassatezza e di benessere. E’ inoltre possibile lavorare sul vissuto emotivo che causa il disagio. Infatti, le persone che presentano un alto livello di ansia esprimono continuamente giudizi negativi su se stessi. Si descrivono e percepiscono come insicuri, inadeguati, preoccupati, apprensivi, deboli, inferiori. In psicoterapia ipnotica ericksoniana è possibile accrescere la sicurezza in se stessi e correggere perciò le concezioni sbagliate che le persone hanno di se stesse.

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